Alicudi, that’s amore!

Alicudi, Isole Eolie

Alicudi è il secondo amore mio. E’ un panettone immerso nel mare, che consta di un piccolo nucleo di case accanto al mare e poi un lungo sentiero che percorri a piedi o con il mulo con abbarbicate alcune case. Sino all’alta dell’isola e quindi se abiti verso le ultime, va da sè che la qualunque ti necessiti devi scendere sino al basso per averla. Una strada che circola attorno all’isola e ti innalzi sprofondando nell’universo, soprattutto di notte. Acqua attorno e si salgono i gradini contandoli ad uno ad uno, senza pietà per il tuo fiato e per i tuoi polpacci che cominciano ad indolenzirti.

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La cosa meravigliosa di stare ad Alicudi è sempre stata quella di avere silenzio, non luce come per buona parte delle sette sorelle per molto tempo e di non avere auto, motorette o ape Piaggio che circolano per la strada. Impossibile proprio perchè è mulattiera con gradini di pietra e quindi condividi in quel piccolo nucleo abitativo che sono le case e i vicini e in ultima analisi con il piccolo agglomerato sul mare.

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Si viveva come in una specie di comunità, sempre assieme e componendo cene e piccoli intrattenimenti dove si dissertava, si suonava, si mangiava, si ballava. Con le dispense piene via via che poi si assottigliavano, prima dell’arrivo di un altro giro dell’asinello, ci si posteggiava nella casa che aveva conservato di più vettovaglie e poi nuovamente a rifornirci.

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Il mare lo si godeva vedendolo e ogni tanto scendendo andando a fare un giro in barca, anche nelle altre isole e prendere contatto con la civiltà, come la chiamavamo.

Alicudi, Isole Eolie

Una sorta di ibernazione, passatemi termine, da tutto ciò che era il mondo esterno, per altro effettivo visto che i telefoni portatili non esistevano e poche case avevano il telefono fisso, essendo case delle vacanze. Quindi il mondo ti dimenticava e tu lui.

Norma Torrisi Fubini

 

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